Nel suo tour siciliano, che due giorni fa ha fatto tappa a Catania, Alessandro Di Battista del Movimento 5 Stelle ha difeso Scuola Pubblica e docenti.

Il parlamentare del M5S, presente a Catania per la cena di autofinanziamento e per la successiva serata in Piazza Università, Catania a 5 stelle - i primi 1.000 passi, legge alcuni articoli della costituzione, tra cui l'art. 33: "Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato. Oggi lo Stato dà 500 milioni all'anno alle scuole paritarie, oltre a numerosi sgravi fiscali. Guardate invece la scuola statale in che condizioni sta. Aule fatiscenti e genitori costretti a pagare il contributo volontario!"

Prosegue durante il suo intervento "E vogliamo parlare dei docenti? La Buona Scuola li ha fatti incazzare tutti. Quelli assunti (alcuni usati come tappa-buchi e altri spediti a centinaia di km da casa) e ovviamente quelli non assunti che avrebbero tutto il diritto alla stabilità. E con una scuola pubblica in questo stato si danno denari e sgravi fiscali alle paritarie?" 

Prima di salire sul palco, quando Alessandro Di Battista ha visto i colleghi Maria Marzana e Luigi Gallo nel gazebo tematico dedicato alla scuola, presi d'assedio da un nutrito gruppo di docenti di vario ordine e grado che lamentavano i disagi del quotidiano e le tante, troppe, storture della Buona Scuola, ha fatto una sola cosa: si è avvicinato a loro per ascoltare.

Maria Marzana ha spiegato agli intervenuti che per ripristinare una condizione accettabile che dia dignità sia agli insegnati che agli allievi sarebbe necessario intervenire con misure strutturali, che potrebbero fornire una risposta stabile all'intero sistema scolastico: riduzione del numero di allievi per classe, introduzione del tempo pieno, trasformazione dell’organico di fatto in organico di diritto ed un auspicato ritorno alla compresenza.

Noi vogliamo questa politica, onesta, di confronto e costruttiva. 

Ieri a Catania si è svolta la cena “Il parlamentare che ti serve”, tradizionale momento di incontro organizzato dal Movimento Cinque Stelle.

Un migliaio di attivisti e simpatizzanti si sono dati appuntamento al ristorante “La rete”, presso l’hotel Ares di San Gregorio di Catania. L’accesso alla cena, soltanto per prenotazione, ha consentito con parte dei proventi di finanziare l’odierno più ampio evento già in corso in Piazza Università a Catania “Catania a 5 stelle – i primi 1.000 passi”.

Ancora una volta gli onorevoli, insieme a sindaci e consiglieri, si sono trasformati in impeccabili e simpatici camerieri al servizio delle persone, analogamente a come quotidianamente operano nei rispettivi ambiti politici, al servizio di tutti i cittadini. Al contrario di quanto forse alcuni potevano immaginare, nel loro ruolo di cameriere non hanno avuto momenti di esitazione o di pausa, dimostrando quella disponibilità e quella determinazione che ormai caratterizzano il movimento cinque stelle, non sottraendosi nemmeno alle richieste di Bis!

Tra i tanti erano presenti i deputati Alessandro Di Battista e Giulia Grillo, Maria Marzana e i senatori Nunzia Catalfo e Mario Giarrusso, l’europarlamentare Ignazio Corrao, Giancarlo Cancellieri e svariati portavoce di alcuni comuni dell’hinterland catanese.

Anche in questa occasione Alessandro Di Battista ha avuto modo di confrontarsi, tra i tanti applausi, con la platea di intervenuti, sui risultati del tour “Costituzione coast to coast” che lo ha visto girare in scooter per toccare molte piazze italiane, sistematicamente gremite.

La cena di ieri sera è stato anche occasione per molti di iniziare a confrontarsi con alcuni dei problemi del nostro paese, che verranno meglio affrontati, insieme alla esposizione delle ragioni del no al referendum costituzionale, nel corso della giornata di oggi per il più ampio e aperto appuntamento con i cittadini, organizzato in Piazza Università a Catania anche con alcuni gazebo tematici.

L’appuntamento prevede la partecipazione di Alessandro di Battista e Luigi di Maio, e, tra i tanti colleghi, anche la presenza di Maria Marzana, commissione cultura alla camera, per testimoniare il grande interesse da parte del movimento cinque stelle per i vecchi e nuovi problemi della scuola. Tra i gazebo delle aree tematiche, infatti, ce ne sarà anche uno dedicato alla scuola.

Ministro Giannini, l’aspettavamo a Catania per porgerle questa domanda. Speriamo risponda stasera.

L’Europa ha condannato l’Italia per “abuso di precariato” e voi avete risposto con la legge 107 che prevedeva l’immissione in ruolo di molti di questi precari che attendevano stabilizzazione da decenni.

La legge che doveva tutelarli li ha però invece puniti. Avete infatti utilizzato criteri differenti e in maniera non equa. Avete subordinato in maniera non proporzionata ed equilibrata, chi proveniva dalle Gae, grazie alla organizzazione in fasi, alla totalità degli idonei all’ultimo concorso (come mai accaduto) ed ai richiedenti trasferimento, fino ad esaurimento dei posti disponibili, di fatto consentendo a tutti coloro che avevano meno diritti di scavalcarli.

Mi spiego con un esempio concreto: i primi elementi presenti in Gae nella provincia di Catania con centinaia di punti, idonei a più concorsi, con svariate abilitazioni e decine di anni di servizio alle spalle sono stati trasferiti lontano da casa, scavalcati di fatto da chi è risultato idoneo all’ultimo concorso, concorso peraltro non abilitante, senza un minuto di servizio. Se aggiungiamo a questi coloro che hanno fatto richiesta di trasferimento il pasticcio è fatto.

I primi sono diventati gli ultimi. Avete così realizzato così un esodo senza precedenti dalle regioni del sud, ancora non riconosciuto ufficialmente, vincolando peraltro gli insegnanti alla impossibilità di avvicinarsi in virtù del blocco triennale.

Le proclamate misure delle assegnazioni provvisorie stanno risultando assolutamente insufficienti, come si evince ormai in queste ore.

La domanda è questa: in considerazione dell’impatto, voglio sperare imprevisto, dei numerosi errori già certificati dalle migliaia di richieste di conciliazione accettate, dei limiti di costituzionalità e della mancanza di principi di equità, testimoniati da una straordinaria quantità di ricorsi al TAR e al tribunale del lavoro, state pensando ad una soluzione per far rientrare queste persone nelle loro province di residenza? Se si, come e in che tempi? Perché intanto non date un forte segnale con l’eliminazione immediata del blocco triennale per decreto?

Caro Presidente, oggi sarà impegnato a concludere la vostra “festa” dell'Unità. In orario anticipato, forse in considerazione delle manifestazioni di dissenso previste in città.

Nei giornali si comincia infatti a leggere di una Catania, ormai blindata da settimane come possiamo testimoniare noi cittadini, piena di No Muos, No triv, insegnanti, precari, comitato per il no al referendum costituzionale, Fiom, Cobas, Usb, forestali e persino tifosi arrabbiati perché nemmeno al Catania calcio oggi sarà consentito giocare.

Le migliaia di conciliazioni degli insegnanti, dopo il pasticcio della mobilità, attestano numericamente un evidente malfunzionamento della vostra procedura informatica, che nessun altro conosce, se non voi. Viene da chiedersi fine abbia fatto la trasparenza nella PA e, forse non ci avevate pensato, cosa succederà a tutti gli altri che non hanno chiesto di conciliare ma che sono stati lesi da queste migliaia di errori riconosciuti.

Le conciliazioni, comunque, non sono servite a nulla, l’ennesima beffa, come a nulla servirà la decantata misura straordinaria dell’assegnazione provvisoria sui posti di sostegno per far fare rientro, come dichiarato dal sottosegretario Faraone, “alla maggior parte” degli insegnanti che sono stati oggetto di trasferimento lontano da casa, grazie alla vostra “Buona Scuola”, misura servita solo a creare ulteriore e inutile attrito tra colleghi. Il ministro Giannini, nel frattempo, dichiara che solo il 2% degli insegnanti è insoddisfatto della “buona scuola”. Viene da sorridere. 

Intanto il sud continua ad andare in pezzi.

In un altro tratto della A19 Catania-Palermo, l'altro ieri, ha ceduto ancora un giunto. Stavolta il tratto è stato riaperto al traffico quasi subito, con doppio senso di circolazione sulla carreggiata opposta. In questa occasione ci dispenserà dalla inaugurazione? Troppo impegnato ad annunciare i miliardi di investimenti al SUD, a pochi mesi dalle regionali?

State sereni Presidente, non vi crede più nessuno.

Taglio del nastro, domani mattina, alla Fiera del Levante e i docenti assunti con il Piano straordinario di assunzione previsto dalla legge 107 del 2015 accoglieranno il premier Matteo Renzi (la sua presenza è prevista per partecipare alla cerimonia e per la sottoscrizione del Patto per il Sud con Emiliano) con un sit-in di protesta. La manifestazione è organizzata dal movimento spontaneo “nastrinirossi” che rivendica il diritto a rimanere nella propria terra per insegnare. Si tratta di 18 mila docenti di Puglia, Abruzzo e Campania che da mesi rivendicano il legame indissolubile con la propria terra, la scuola e la famiglia. «Molti di noi sono purtroppo partiti e sperano di poter rientrare anche solo per un anno con le assegnazioni provvisorie, in attesa di nuovi e definitivi sviluppi che ci possano riportare nella nostra terra.

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fonte: http://www.quotidianodipuglia.it/regione/renzi_nastrini_rossi_trasferimenti_docenti_lece_brindisi_taranto_bari_sit_in-1956488.html