In queste ore è comparso un articolo su Orizzontescuola dal titolo "Faraone ai docenti di sostegno: su posti in deroga provvedimento ad hoc per trasferimento di chi oggi è in assegnazione provvisoria". 

L'articolo riguarda un incontro avvenuto all’I.C. Colozza – Bonfiglio di Palermo, dove il Dirigente Scolastico Valeria Catalano e Salvo Altadonna per il comitato ASI (area sostegno e Inclusione), hanno ospitato il sottosegretario Davide Faraone al fine di proseguire un confronto iniziato dopo l’approvazione della legge 107 in particolare sui temi della riforma del sostegno.

Faraone avrebbe risposto ad alcune domande poste dai docenti. Citiamo in particolare un passaggio estratto dall'articolo di Orizzontescuole "Sulle deroghe stiamo pensando di presentare un provvedimento ad oc che né riduca il numero in favore della creazione di posti organicamente stabili. Ciò servirà, per rispondere ad un altro quesito da voi posto, a consentire il trasferimento presso le proprie province di quei docenti che ad oggi usufruiscono delle assegnazioni provvisorie. Sugli aspetti tecnici legati ai numeri, al vincolo triennale ed a questioni correlate i nostri tecnici sono a lavoro da tempo."

Il testo sembra essere chiaro e dovrebbe destare dubbi. Si utilizza ancora il futuro, non il presente, e si ipotizza di mettere in campo ancora una volta iniziative potenzialmente inique nella direzione di una ipotetica conferma di privilegio per una gran quantità di coloro che beneficiando della 104 (in molti casi oggetto di indagini in diverse regioni), hanno già goduto della assegnazione provvisoria, a scapito di chi oggi avrebbe maggior punteggio (sia dalle graduatorie di provenienza Gae che nella mobilità della legge 107) servizio e titoli e grazie ai meccanismi adottati non è riuscito ad ottenere assegnazione provvisoria. Una misura che, così letta, rischierebbe di scatenare con buona probabilità una nuova ondata di ricorsi al giudice del lavoro ed al TAR e, se adottata in concomitanza dell'avvio dell'anno scolastico, di generare ulteriore caos.

C'è da chiedersi poi il motivo per cui dopo mesi di atteggiamenti ostili, di rigidità e rifiuto del confronto, improvvisamente, a pochi giorni dal referendum e a pochi mesi dalle regionali in Sicilia, vengano fuori promesse di misure inique, difficilmente realizzabili e contraddittorie alla riforma stessa.