Ultimamente si leggono in rete atteggiamenti contrastanti da parte dei sindacati nei riguardi della riforma La Buona Scuola.

Alcuni di questi, infatti, nell'apparente tentativo di tutelare i propri iscritti nella categoria degli insegnanti, stanno assumendo in sempre più occasioni posizioni di distanza, a dir poco ambigue, nei riguardi della Buona Scuola, ma anche di decisa critica nei confronti delle conseguenze scatenate dagli iniqui criteri adottati dalla Legge 107 che hanno creato un caos senza precedenti.

Ci siamo perduti qualcosa? Ma il contratto collettivo mobilità con il governo chi lo ha sottoscritto, Babbo Natale?

Soltanto adesso, alla luce della significativa perdita di consensi e iscritti, e soprattutto in considerazione del diffuso malumore partito dalla mobilità che è riuscito a contagiare come un’onda praticamente tutto il comparto, cambiano atteggiamento. Non è però sufficiente, dovrebbero cambiate radicalmente rotta.

Non dimentichiamo che sono loro che COME ATTORI PROTAGONISTI insieme al GOVERNO hanno avviato un progressivo processo di demolizione della scuola pubblica. Dalla Buona Scuola alla sigla del contratto di mobilità, o alla gran confusione sui consigli profusi da alcune sedi agli iscritti in fase di presentazione di domanda di assunzione, di mobilità o di assegnazione provvisoria.

I sindacati non provino a sottrarsi così facilmente alle loro responsabilità. Se vogliono riprendere credibilità dovranno mettere in campo iniziative concrete per ripristinare almeno in parte questo enorme caos, non più solo parole o lamentele a posteriori sui prevedibilissimi effetti devastanti scatenati dalle conseguenze di una riforma la cui concretizzazione è tutto sommato anche merito loro!