Leggo oggi sulla Tecnica della scuola l'articolo "Assunzioni, i fortunati della Buona Scuola: anche l’anno prossimo avranno l’assegnazione provvisoria" e non posso fare a meno di esprimere profonda indignazione nel leggere che coloro che hanno fatto ingresso in ruolo sarebbero "fortunati" e "i più tutelati" con esplicito riferimento agli insegnanti della fase C.

Trovo impreciso, incompleto e a tratti provocatorio l'articolo e provo a chiare un pò meglio il mio punto di vista.

La Corte europea ha condannato l'italia per abuso di precariato ed ha chiesto all'italia di stabilizzare centinaia di migliaia di precari. Si è fatta una gran voce su questa assunzione che però è in realtà intervenuta sui precari in misura di gran lunga inferiore rispetto alla quantità prevista, solo 48 mila, penalizzando quindi coloro per cui l'italia era stata di fatto costretta a disegnare la legge 107, i precari, assunti dalle Graduatorie ad esaurimento con la fase C.

Il loro merito, conquistato nei 20 o 30 anni di servizio prestato come precari, è stato azzerato praticamente dalle modalità di reclutamento con le quali in un unico movimento sono andati a confluire richiedenti trasferimento e idonei all'ultimo concorso, movimento in cui chi è stato assunto in ruolo  proprio con la fase C è stato sopravanzato da tutti gli altri, trovandosi oggi in posizioni che non consentirebbero nei fatti un rientro a casa, e non solo per il prossimo triennio.

Le idoneità conseguite nei precedenti concorsi, peraltro abilitanti, a cui gli insegnanti neoassunti da Gae in fase C hanno partecipato in passato, oggi non valgono più nulla, dinanzi alla idoneità di coloro che hanno partecipato all'ultimo concorso e che ha consentito, grazie alla legge 107, a chi stava ad in coda alle GaE (solo partecipando, senza vincere alcunchè) di superare praticamente tutti coloro che li precedevano. 

Dunque in una legge che parlava di meritocrazia gli insegnanti immessi con la fase C hanno subito una sorta di azzeramento del servizio passato, al punto da ritrovarsi dietro a decine di migliaia di colleghi con meno anzianità di servizio e titoli (anche se su questo tema sia i tribunali del lavoro che il TAR hanno iniziato ad esprimere dubbi e contrarietà).

Molti di coloro che sono andati in mobilità con la fase C sono dovuti partire e nei 30-45 giorni successivi hanno sostenuto spese tra vitto, alloggio, cauzioni per la casa, utenze e trasporti per diverse migliaia di euro, sottraendo il loro contributo al reddito familiare, oltre ovviamente ad uno stress assai elevato, già alimentato dai ritardi nelle pubblicazioni dei dati ufficiali, in gran parte errati proprio per quanto riguarda la fase C.

A tal proposito molti di coloro che hanno partecipato alle operazioni di mobilità con la fase C hanno chiesto al MIUR un accesso agli atti per verificare la correttezza di una procedura informatica che ha fallito in migliaia di casi confermati, con conseguente penalizzazione per tutti gli altri, anche per coloro che non ha fatto domanda di conciliazione.

Nella fase C le quantità di docenti destinati lontano da casa è superiore a quella prospettata nell'articolo, in quanto praticamente quasi tutti coloro che sono entrati dalle regioni del sud italia sono stati oggetto di mobilità, salvo i tutelati dalla 104.

E' vero che gli insegnanti in mobilità hanno chiesto ed ottenuto in parte una assegnazione provvisoria, misura prevista come ogni anno per agevolare chi volesse prestare servizio più vicino alla propria residenza, anche senza garanzie di continuità. Si tratta comunque di misure temporanee e che sono servite solo per parte di coloro che ne hanno fatto richiesta. 

Tutto ciò è avvenuto dopo un lunghissimo precariato, testimoniato anche dall'età anagrafica media di chi è entrato in ruolo con la fase C che in taluni casi arriva ai 62-63 anni.

Infine c'è già chi si trova, sempre con la fase C, ad intervenire sistematicamente sulle assenze dei colleghi, rischiando nei fatti di continuare a fare supplenze a vita.

Non mi pare proprio che queste persone possano essere definite fortunate o addirittura maggiormente tutelate.

Massimo Bello

Gruppo Docenti Legge 107